RINUNCIA ALL’EREDITÀ E POSSESSO DEI BENI EREDITARI: COME EVITARE DI ESSERE CONSIDERATI EREDI PURI E SEMPLICI

Quando una persona muore, nel luogo e nel momento della morte si verifica l’apertura della successione e, successivamente, quella che giuridicamente viene definita delazione, ovvero l’individuazione dei soggetti che per legge o per testamento sono chiamati all’eredità.

Il lascito non si acquista automaticamente per il solo fatto di ricoprire la qualità di chiamato poiché è subordinato, a tutela del proprio diritto di scelta, ad una espressa o tacita dichiarazione di accettazione o di rinunzia.

L’eredità potrebbe infatti essere gravata da numerosi debiti e sarebbe quindi controproducente, per il chiamato, accettarla e trovarsi costretto a rispondere delle passività oltre che con il patrimonio ereditario anche con il proprio patrimonio personale.

L’art. 519 del Codice Civile disciplina espressamente la rinuncia all’eredità ma prescrive solamente che essa si attui mediante dichiarazione solenne rilasciata innanzi ad un notaio ovvero al cancelliere del Tribunale e che la stessa venga poi trascritta nel Registro delle successioni.

Nel silenzio della legge si potrebbe pensare che non vi sia un termine per effettuare la rinuncia all’eredità e che il chiamato abbia tempo 10 anni per decidere se accettare o meno quanto pervenutogli.

Tuttavia ciò vale per i chiamati che non si trovino nel possesso dei beni ereditari poiché, nel caso in cui ci si trovi in possesso anche di un solo bene del defunto ed anche solo per custodia o affidamento temporaneo, la situazione risulta ben più complessa.

Infatti, se l’art. 519 non indica un termine per la rinuncia, l’art. 485 dispone che il chiamato all’eredità che si trovi nel possesso dei beni ereditari, ha tempo 3 mesi dall’apertura della successione per redigere l’inventario dei beni del defunto e, se non lo fa, viene considerato erede puro e semplice.

La giurisprudenza è concorde nel ritenere che se il chiamato nel possesso dei beni intende rinunciare all’eredità, non ha l’obbligo di redigere l’inventario ma è comunque tenuto a manifestare la propria volontà di rinunciare al patrimonio entro il trimestre successivo alla morte del defunto, diversamente si riterrà che abbia accettato e verrà considerato, a tutti gli effetti, erede puro e semplice.

Ecco perché in questi casi è opportuno rivolgersi tempestivamente ad un legale: il professionista valuterà la vostra situazione e vi eviterà spiacevoli conseguenze, ponendovi al riparo dal rischio di accettare un’eredità tutt’altro che proficua.