Categoria: Diritto civile

IL TRIBUNALE DI FERRARA SI PRONUNCIA SULL’ASSEGNO DIVORZILE

Con sentenza pubblicata in data 3 marzo 2020, il Tribunale di Ferrara, facendo proprio il più recente orientamento della Corte di Cassazione in materia, riconosce il diritto della moglie a percepire un assegno divorzile dal marito.

Il Tribunale di Ferrara, richiamando la sentenza delle Sezioni Unite n. 18287 dell’11 luglio 2018, ha riconosciuto all’assegno di divorzio funzione assistenziale ed, in pari misura, compensativa e perequativa, e, dopo aver accertato l’inadeguatezza dei mezzi o comunque l’impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive, ha concluso per il riconoscimento in favore della moglie dell’assegno in parola.

Il Tribunale ha debitamente tenuto conto della durata del matrimonio, delle condizioni economico-patrimoniali delle parti e, soprattutto, del contributo fornito dalla moglie alla conduzione della vita familiare che nel caso di specie si era dedicata interamente alla cura della famiglia rimanendo, anche per questo, priva di stabile attività lavorativa.

La pronuncia in commento rappresenta un valido precedente per tutti quei coniugi, solitamente le mogli, che dopo una lunga vita matrimoniale si ritrovano, non più in giovane età, senza lavoro e senza prospettive lavorative anche a causa dell’assenza di precedenti valide esperienze lavorative. Spesso, infatti, accade che il marito riesce ad affermarsi professionalmente perché la moglie sacrifica ogni propria aspettativa professionale e personale dedicandosi in via esclusiva ai bisogni di cura della famiglia.

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La responsabilità sanitaria dopo l’approvazione della Legge Gelli, n.24/2017

Il quadro normativo sulla responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie e della struttura sanitaria alla luce delle modifiche apportate dalla legge Gelli-Bianco pubblicata in Gazzetta Ufficiale 17 marzo 2017 recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilita’ professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.

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