Mese: Gennaio 2017

La legge sulle unioni civili.

L’istituto giuridico introdotto dalla Legge 20 maggio 2016, n. 76 denominata Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze (cosiddetta Legge Cirinnà) costituisce una novità per l’ordinamento italiano poiché per la prima volta, dopo una battaglia politica durata trent’anni, si riconosce validità ed efficacia all’unione tra persone dello stesso sesso.

Entrata in vigore il 5 giugno 2016, la nuova legge istituisce infatti l’unione civile quale specifica formazione sociale ai sensi degli articoli 2 e 3 della Costituzione,  relativi rispettivamente ai diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali e all’uguaglianza dei cittadini senza distinzione di sesso, e alla pari dignità sociale dei cittadini senza distinzione di sesso.

DIFFERENZE RISPETTO AL MATRIMONIO

Le parti che decidono di unirsi civilmente acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri e gli effetti che conseguono all’unione civile sono molto simili a quelli del matrimonio, con alcune differenze.

Anzitutto si osserva che il comma 11 dell’articolo 1, nel determinare diritti e obblighi nascenti dall’unione civile, esclude l’obbligo di fedeltà e quello di collaborazione, obblighi invece previsti per i coniugi ai sensi dell’art. 143 del codice civile. In base alla norma, infatti, gli obblighi reciproci per le parti dell’unione civile sono l’assistenza morale e materiale e la coabitazione, nonché la contribuzione ai bisogni comuni in relazione alle rispettive sostanze e alla rispettiva capacità di lavoro professionale e casalingo.

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